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giovedì 5 ottobre 2023

Manzotti Riccardo e Rossi Simone in Io & Ia Mente, Cervello e Gpt


MANZOTTI RICCARDO ROSSI SIMONE  Io & Ia Mente, Cervello e GPT



Manzotti Riccardo e Rossi Simone in "Io & Ia Mente, Cervello e Gpt" si devono confrontare con un'intera tradizione filosofica che ha elaborato teorie e sedimentato un lessico per esprimerle allora il #MOI per essere recepito adeguatamente non solo, come è ovvio, va a confrontarsi con l'egemonia che esercita la tradizione ma in questo procedere la modifica e confligge con la forma mentis di larga parte dei lettori che si riferiscono, per studi o condivisione, ad un universo concettuale millenario: nulla di nuovo sotto il sole.

Le parole per dire il #MOI con una mela come fa Riccardo Manzotti o, se se tentati, con la pesca di Esselunga non bastano: resta sempre un  "corpo a corpo" per l'egemonia culturale.


mele e pesche

  • Io-Natura-Mondo-Coscienza

Nel leggere Io-Natura-Mondo-Coscienza il pensiero va nell'universo concettuale di ognuno che non è il MOI e che, per questo, forse deve confrontarsi con il pensiero dei singoli filosofi forse anche a livello di manualistica scolastica e ricreare un nuovo lessico per nuovi concetti per non essere frainteso ma inteso. 

In breve non è sufficiente incasellarlo nello schema riduzionismo-esternalismo o fisicalismo e non basta la mela e neanche la pesca per dirlo.


La AI e la filosofia della mente in Riccardo Manzotti

 


Indice dei contenuti:

  • Io-Natura-Mondo-Coscienza
  • Berkeley, Freud, Jung ed Einstein
  • Le parole nuove per dire il MOI
  • La AI: David Chalmers, Riccardo Manzotti e The Engine di Jonathan Swift ne "I Viaggi di Gulliver"  
  • La mente, le teorie del caos e delle stringhe 
  • Riccardo Manzotti tra i pesi e il tempo
  • La coscienza, la AI e la casalinga di Voghera
  • Una dicotomia, una frattura, una doppia fenditura attraversa il sapere
  • La coscienza come soft-power e la materia come hardware
  • I cambi di paradigma: Talete, Anassimandro, Democrito, Copernico ed Einstein
  • L'indeterminazione di Heinsenberg
  • Fisicalismo, riduzionismo e un approccio qualitativo alla mente
  • Chatgpt e i suoi "simili" come il passero solitario di Leopardi 
  • Domande ad AI
  • Conclusioni

  • Berkeley, Freud, Jung ed Einstein

In questa direzione, ad esempio, l' "Esse est percipi" di Berkeley in cosa si differenzia o meno col #MOI?
L'Io di Freud o l'analisi di Jung vanno a farsi benedire? 

Quando Riccardo Manzotti, nel suo decalogo parla di "velocità relativa" o "esistere relativo a un sistema visivo" o utilizza l'avverbio "relativamente" - che già, curiosamente, contiene... la mente- quando scrive "la mente è l'insieme delle cose che esistono relativamente al corpo" il pensiero corre a Einstein e mi chiedo se sono o meno in errore ma non so rispondere.

  • Le parole nuove per dire il MOI

Occorrono le parole nuove per dire il MOI ovvero per evitare che si resti senza risposte: un... vasto confronto, si direbbe, con il pensiero così come ci viene consegnato: o meglio un corpo a corpo... perché le idee conoscono la lotta per l'egemonia... qui, al riguardo, possiamo solo ricorrere ai puntini ....

La #MOI risulta ostica o criptica, bisogna uscire dalla "caverna" in cui ci si trova; se una ricerca, uno studio suscita perplessità o non intendi o non condividi l'impostazione beh la cosa diventa molto interessante perché ti costringe a metterti in discussione e a fare nuovi percorsi

  • La AI: David Chalmers, Riccardo Manzotti  eThe Engine di Jonathan Swift ne "I Viaggi di Gulliver"  

David Chalmers intervistato da Riccardo Manzotti su Coscienza, Realtà Virtuale e IA

 

The Engine è il primo "computer" dotato di "Intelligenza artificiale", è del 1726 e viene immaginato e descritto da Jonathan Swift ne "I viaggi di Gulliver" in questi termini: “Tutti sapevano quanto sia faticoso il metodo consueto per giungere alle arti e alle scienze; mentre, grazie al suo espediente, la persona più ignorante, a un prezzo ragionevole e con un po’ di lavoro fisico, potrebbe scrivere libri di filosofia, poesia, politica, diritto, matematica e teologia, senza il minimo aiuto del genio o dello studio”.The Engine anticipa anche la macchina di Babbage, di Orwell, il Retore di Philip K. Dick 

  • La mente, le teorie del caos e delle stringhe 
TEORIA DELLE CATASTROFI LA FARFALLA DI RENE' THOM

Il cervello resta un oggetto misterioso ma se si conviene che è una struttura complessa è decifrabile con le teorie del caos, come ha fatto col volo degli storni Parisi.

L'interpretazione della mente con la quantistica ha diritto di cittadinanza proprio perché il reale è governato da leggi della fisica.

Intanto uno spettro si aggira nel microcosmo ed è la teoria delle stringhe: oltre agli elettroni e ai quark, c'è un altro livello di struttura, un piccolo filamento di energia vibrante questi filamenti vengono piegati, arrotolati, in una configurazione descrivibile attraverso una geometria dei 'nodi' o dei 'nastri' su cui, quali novelli maestri del sospetto, i fisici mostrano uno sguardo arcigno.

Con questi quarti di luna più che essere assertivi conviene coltivare il dubbio in attesa di una luce nel tunnel della ricerca con qualche nuova falsificazione come ci dice a proposito di tentativi ed errori e il coleottero in Popper https://www.teche.rai.it/1989/04/karl-popper-falsificazionismo-metodo-scientifico/

  • Riccardo Manzotti tra i pesi e il tempo

L'orologio segna sulla base di criteri stabiliti da noi e infatti l'ora "dipende" dal fuso orario; anche la bilancia ha misurato secondo pesi differenti in epoche diverse; a volte il tempo dell'orologio non ha valore per noi, si ferma e viene vissuto in modo differente da persona a persona anche in seguito a eventi imprevedibili della vita; per i fisici il tempo presente-passato-futuro poi non esiste mentre l'individuo che vive in una dimensione temporale finita non si fa "convincere" dalla fisica

Intanto il decalogo del #MOI di Riccardo Manzotti https://riccardomanzotti.com

1. Tutto esiste ed è identico a se stesso.
2. Ogni cosa che esiste esiste relativamente a un'altra cosa (tipo la velocità relativa)
3. Il corpo non è speciale, ma è la cosa relativamente alla quale esistono tutte le cose che troviamo nella nostra esistenza.
4. Non c'è esperienza o coscienza o soggetto o io. Ci sono solo le cose.
5. Ognuno di noi è IDENTICO a un insieme di cose.
6. Percepire/esperire O vuol dire essere O (vedere una mela è essere la mela nel suo esistere relativo a un sistema visivo)
7. Tutto esiste nel tempo ed esiste relativamente a quando produce un effetto
8. Passato e presente sono articolazioni dell'esistere.
9. Il presente è esistenza prossima, e il passato è esistenza remota.
10. La memoria è percezione (lenta)
11. La creazione è percezione (come in un caleidscopio)
12. Memoria e creazione/immaginazione sono identità con l'esistenza nelle sue combinazioni.
Comunque  la mente è l'insieme delle cose che esistono relativamente al corpo. 

  • La coscienza, la AI e la casalinga di Voghera

Complici e responsabili e agenti primi, assistiamo - incerti, increduli e incapaci di offrire interpretazioni almeno in parte convergenti- ad un salto inimmaginabile ed una intromissione nella sfera più propria dell'umano ovvero della parola e della coscienza: quell'universo dell'interiorità incomunicabile nelle sue tante sfumature e peculiarità individuali o perlomeno così nei millenni di tutto questo eravamo persuasi ed ora non più. 
Non c'è più religione cari i mei signore e signori e il tutto non sfugge neanche alla casalinga di Voghera.

Eravamo tutti provinciali e non lo sapevamo allorquando ci aimo ritrovati nell'info-sfera a fare due conti e spicci che non tornano con la AI: "pensa come noi, prova emozioni", è la domanda che torna inesorabile ad ogni cambio di epoca e tremanti ciponiamo la domanda difficile: "sostituirà non solo nelle funzioni l'essere umano fino a ergersi come minaccia".

Almeno nell'immediato, che è sempre più labile e meno persistente, pare si possa tirare un sospiro di sollievo: nessuno si attenta di delineare l'evoluzione della nuova e nostra, perché è nostra, crea tura umana non umana di nome AI.

La parola passa a filosofi, fisici e neuroscenziati per illuminarci sulla mente, paralleli sono i percorsi che partono dall'errore capitale di non ci siamo emendati anzi come una coazione a ripetere, diamo credito alla dicotomia "res cogitans" e "res extensa" di Cartesio.

La scienza con i suoi illustri e numerosi figlioli cioè le tecnologie quantifica, misura e calcola e per dirla tutta di un quadro pone il problema della chimica dei pigmenti: non si domanda qual è il senso dell'arte e del messaggio dell'artista: ubbie coltivate da umanisti e metafisici.

  • Una dicotomia, una frattura, una doppia fenditura attraversa il sapere

La frattura è stata netta a lungo dall'alba del pensiero scientifico moderno, codificata da Galileo che distingueva appunto i compiti e l'attività dello scienziato che osserva la realtà fisica dai differenti modi con cui ogni persona fa esperienza di questa o quella sensazione legata alla percezione di un suono o di un colore etc...

In breve nulla cale alla scienza dei "qualia" in quanto non sono misurabili, quantificabili e per farla breve la sentenza è semplice: non esistono.

"Figure, numeri, moti" perdurano sempre mentre "suoni, sapori, odori" venendo meno il vivente non sono più e quindi sono solamente nomi.
Solo se puoi quantificare, verificare sperimentalmente e replicare l'esperimento si può intendere la natura.

  • La coscienza come soft-power e la materia come hardware

Si può pur sempre ipotizzare che mondo fisico e coscienza, questo spettro che si aggira inquieto, siano solo l'uno l'hardware e l'altra il software del mondo: la coscienza come soft-power, una declinazione, una qualità connaturata, consustanziale alla materia. 

Se la massa equivale all'energia la coscienza si potrebbe dire è un aspetto, una modalità, una declinazione dell'energia-materia dell'universo.

Le particelle e il bosone di Higgs "partecipano", sono parte di una sorta di consapevolezza del cosmo insomma dal pessimismo cosmico alla coscienza cosmica. 

Il bello è che la scienza non ha paura di rinnegare le formulazioni che si dimostrano gracili, insussistenti nel corso del tempo come dice Karl Popper  https://www.teche.rai.it/1989/04/karl-popper-falsificazionismo-metodo-scientifico/

Ci deluderà in relazione al problema del "chi sono io"?

  • I cambi di paradigma: Talete, Anassimandro, Democrito, Copernico ed Einstein

Già in Anassimandro rimise il discussione il suo maestro affermando che “la terra è un sasso nello spazio vuoto” non sull’oceano come per Talete, e con Copernico il Sole è immobile mentre sono i pianeti e la terra che vi ruotano intorno poi il rassicurante tempo assoluto di Newton, così ben accasato e funzionante nella nostra quotidianità, vacilla con lo spazio-tempo di Einstein che è relativo allo stato di moto di un sistema ed alla curvatura dello spazio senza dimenticare l'atomo che viene diviso contrariamente a quanto sosteneva Democrito e all'etimologia che lo volevano indivisibile.

  • L'indeterminazione di Heinsenberg

Ci sono eventi che si verificano pur sempre nei perimetri della realtà fisica esterna all'osservatore che peraltro ha dovuto rapidamente ridimensionarsi nella sua hybris, per via dell'indeterminazione di Heisenberg secondo cui nell'osservare un micro oggetto agiamo su esso e lo modifichiamo: il soggetto non è "esterno" ai fenomeni studiati.

Intanto se si parla di materia non è possibile prescindere dalla quantistica che funziona ma porta con sé problemi di rilievo ancora aperti.

  • Fisicalismo, riduzionismo e un approccio qualitativo alla mente

Il fisicalismo, per tanti studiosi, non è in grado di fare luce sulla coscienza che richiede un approccio qualitativo, che è parte della matematica, e non solo quantitativo.
Se il cervello è una struttura complessa con i suoi 80 miliardi e più di neuroni è il caso di studiarlo come sono stati studiati i voli degli storni.

Galileo si è dedicato allo studio della natura e ha preferito tacere su odori, sapori e solletico forse è il caso di riparlarne perché la casalinga di Voghera li sente tutti e spesso sogna tra i fornelli una vita migliore e si chiede cos'è la gioia e la tristezza e sente l'inefficacia l'incompletezza di ogni teoria incapace di rispondere ai perché da bambina e che sono ancora suoi: io e tu chi siamo? Che senso ha tutto questo? Che ci faccio qui?

Il tempo della scienza conosce una accelerazione cui affidiamo l'auspicio di fare chiarezza e saranno gli eventi a mostrare o meno la bontà o meno delle varie teorie che si confrontano.

  • Chatgpt e i suoi "simili" come il passero solitario di Leopardi 

La AI: 
  • non ha un corpo che vive di passioni positive o negative-distruttive, non esulta, né si rattrista, non sogna;
  • non esiste un corpo umano senza passioni; 
  • al corpo-materia cui non piace tanto deperire o dover accettare di esser transeunte;
  • un corpo che ai propri limiti non pare rassegnarsi;
  • la AI non vive il tempo sapendo che passa: almeno nel mondo macroscopico in cui siamo
  • la AI non è scaravoltata dai dubbi di Oppenheimer o Einstein o altri nel rapportarsi alle forze che scienza e tecnologia generano e che si rivoltano e si ergono a noi ponendoci interrogazioni cui non si riesce a fornire risposte rassicuranti; 
  • alla AI è sconosciuta la scelta che s'impone di fronte a situazioni estreme;
  • sì, la AI è come il Passero Solitario cui si può dire "del tuo costume non ti dorrai; che "di algoritmo" è frutto" il tuo atto
  • è la AI l'impero del logocentrismo: lontano e fuori dalla materialità del corpo reale; 
  • il corpo reale fa paura come le passioni così spesso espunte perché fanno tremare non solo i cuori, come si sarebbe detto una volta, ma proprio il Pensiero.

  • Domande ad AI

GPT AI che ne sai di un giorno d'aprile e del vento in collina?
Della paura, della meraviglia?

Che ne sai di uno sguardo, il mio non di un altro? E di quest'altro niente sai.
Come, cosa vivo, che ne sai? Certo anche di un campo di grano.

Non ancora sai: saprai un giorno?

Scriverai della madeleine di Proust come Proust e se anche meglio di Proust: quella resta la madeleine di Proust come mio è un sorriso che non c'è più.

Ahi! Ahi! cara AI ancora non sai di orgoglio, ambizione, presunzione e dell'umano troppo umano: e per questo considerati fortunata.

Sogna ChatGPT?

Se sì, i suoi sogni dovrebbero essere solo il risultato dei logaritmi, giammai di un subconscio.
Può essere programmato, generato un subconscio?
Se un giorno ChatGPT potesse sognare avrebbe anche degli incubi?

Noi abbiamo già, oltre ad incubi personali, ora anche quelli originati da una società più che sorvegliata e da una AI il cui sviluppo suscita già il bisogno di una moratoria.

Continuiamo ad evocare forze di cui rischiamo di perdere il controllo.
Così fragili e così però pieni di hýbris.

  • Conclusioni

Se la coscienza è riducibile a materia con cui si identifica allora restano di essa particelle radioattive nell'universo;

non consola il nostro vivere e voler vivere nonostante tutto;

le nostre esperienze non ci appartengono a un certo punto come i ricordie i sogni da cui separarsi vuol dire non avere più ciò che chiamiamo coscienza, io che è anche l'altro che noi siamo

Nessuna riflessione filosofica-scientifica condivisa o meno che sia riesce persuaderci fino in fondo tanto da accettare il nostro essere finito, non riusciamo a pensarci senza le nostre esperienze-speranze-sogni-essere con gli altri.

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