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lunedì 11 settembre 2023

R. Manzotti-S.Rossi: IO & IA. Mente, cervello e GPT Oui, c'est MOI

R.Manzotti-S.Rossi: IO & IA. Mente, cervello e GPT: Oui, c'est MOI 
Coscienza fisica e filosofia: il MOI "Oui, c'est moi" non significa più solo "si, sono io" e non rimanda al noto spot del profumo Cacharel del 1989 "Lou-Lou". 
 


R. Manzotti-S.Rossi IO & IA. Mente, cervello e GPT

Indice dei contenuti

  • Il MOI ovvero Identità Mente-Oggetto
  • Il filosofo galante
  • La macchina e il "chi sono io" ovvero la materia fine senza la necessità di alcuna ipostatizzazione
  • La mente-cervello-mondo
  • La mente come i black hole
  • Riccardo Manzotti tra i pesi e il tempo
  • Il dubbio e la prossima falsificazione
  • Il filosofo dal bucato alle pietanze 
  • Per un "lunch cappelletti, lambrusco e filosofia"


  • Il MOI ovvero Identità Mente-Oggetto

Il MOI è un acronimo e sta a significare Identità Mente-Oggetto ovvero non esiste alcuna differenza, separazione tra gli oggetti e la nostra mente per Riccardo Manzotti cui non si può chiedere "sta scherzando, Mr Manzotti" perchè il filosofo ingegnere fa sul serio.

Il "moi" riscritto intanto così: "MOI", indica non che Lou-Lou ha pretese di passare dalle essenze profumate alla grafologia o alla filosofia.
Lasciamo ai famosi "nasi" solo la creazione di estranianti profumi per farci rivivere l' intermittenza del cuore di Proust perché la soluzione al dilemma di mente-coscienza è stata tentata dalla Fisica moderna che si affaccia in territori appannaggio della filosofia non rassegnata questa a tacere e a farsi espropriare dei suoi storici territori.

  • Il filosofo galante

Riccardo Manzotti offre un fiore a chi gli muove ogni sorta di obiezione o contestazione perché gli sembra che il fiore "abbia tutto il senso che possiamo desiderare".
Non lasciamoci ingannare anche se sembra risuonare Silesio "La rosa è senza perché: fiorisce perché fiorisce, non bada a se stessa, non chiede se la si vede" o i qualia riportati in auge da Faggin in "Irriducibile" quando scrive "che senso avrebbero il sapore del vino, il profumo di una rosa e il colore arancione"  senza richiamare i qualia?

  • La macchina e il "chi sono io" ovvero la materia fine senza la necessità di alcuna ipostatizzazione

La macchina ha subito una mutazione nella forma e nel contenuto: addensa, incorpora capacità e mansioni una volta precipuamente attinenti all'umano: la 'téchne' coincide con l’immaginario, il virtuale infatti "la realtà virtuale è realissima e ci si può persino vivere dentro una vita soddisfacente per quanto non completa" (Marco Trainito) e misurarsi con le considerazioni sull' Intelligenza artficiale di Riccardo Manzotti e Simone Rossi  in "IO & IA. Mente, cervello e GPT", Rubbettino, 2023 vale per riconsiderare il problema della coscienza.

 

  • La mente-mondo

L'ira, la commozione, la nostalgia, le scelte cui siamo chiamati negli eventi di vita come lo è stato per esempio per Antigone sono nè più nè meno come noi parte integrante, consustanziali alla materia del mondo: siamo qui e ora e tutto qui con ciò che ci circonda, con cui ci relazioniamo e possiamo solo dire di essere  una "manifestazione" qualitativa del mondo, una materia fine e sgombrare il campo da entità che s'immaginano in un al di là che ci trascende: la materia è anche fine non solo hard.

Se le teorie fin qui non descrivono ancora tutta la realtà e la mente resta ignota come la materia oscura (differente da quella dell'universo?) che al 95% si nasconde, "la scienza dovrebbe cercare di trovare risposte non eliminare dalla realtà ciò che non sa spiegare" (Faggin) perché per le domande che ancora non hanno risposte "un giorno/ lontano, vivrai le risposte" (Rilke).

  • La mente come i black hole

Il cervello resta un oggetto misterioso ma se si conviene che è una struttura complessa è decifrabile con le teorie del caos, come ha fatto col volo degli storni Parisi.
L'interpretazione della mente con la quantistica ha diritto di cittadinanza proprio perché il reale è governato da leggi della fisica.
Intanto uno spettro si aggira nel microcosmo ed è la teoria delle stringhe: oltre agli elettroni e ai quark, c'è un altro livello di struttura, un piccolo filamento di energia vibrante questi filamenti vengono piegati, arrotolati, in una configurazione descrivibile attraverso una geometria dei 'nodi' o dei 'nastri' su cui, quali novelli maestri del sospetto, i fisici mostrano uno sguardo arcigno.
Con questi quarti di luna più che essere assertivi conviene coltivare il dubbio in attesa di una luce nel tunnel della ricerca con qualche nuova falsificazione.

  • Riccardo Manzotti tra i pesi e il tempo

L'orologio segna sulla base di criteri stabiliti da noi e infatti l'ora "dipende" dal fuso orario; anche la bilancia ha misurato secondo pesi differenti in epoche diverse; a volte il tempo dell'orologio non ha valore per noi, si ferma e viene vissuto in modo differente da persona a persona anche in seguito a eventi imprevedibili della vita; per i fisici il tempo presente-passato-futuro poi non esiste mentre  l'individuo che vive in una dimensione temporale finita non si fa "convincere" dalla fisica

  • Il dubbio e la prossima falsificazione

Ora che abbiamo ascoltato tutto e il contrario di tutto, che abbiamo avuto sussulti e insicurezze,  che vacilliamo sommersi da istanze che lasciano interdetti possiamo dire che non sappiamo più a chi dare ascolto.
E ognuno può dire "sì, sono io" anche senza il "MOI",  lo faccia tranquillamente e lo può dire con Lou-Lou "Oui, c'est moi".

  • Il filosofo dal bucato alle pietanze 

Riccardo Manzotti è per la parità in casa e in Accademia (we suppose): fa la lavatrice anche se, in un primo momento, scivola non sul sapone ma in un lapsus nel definirla lavastoviglie ma è comprensibile è ancora solo un principiante: absit inuiria verbis onde schivare l'accusa che muove Manzotti a coloro che definisce maestrini https://www.facebook.com/riccardo.manzotti/posts/pfbid0364E8amFrLesHLE3Mr44BoJSYPoQnx1KCjaXRmp9cuVUSLZFzdrW2bCNx5KFNpVY9l?__cft__[0]=AZXobxcCl98hno9X6wG-4Cpnj0OsZyjmnPLBkbCnaJcKDYkxBukGoJP48sH8bR4SKQyDLJgAGIU8THFgG1Jo_Yby37Hfm379ZaMEWJfQdgX34_boW3oBKfEQVj8h01rSv7GfkuHnBOjz9-ShxgnIMQHKbTdOv1gM809yYsCClURGlQ&__tn__=%2CO%2CP-R

  • Per un "Lunch Cappelletti, lambrusco e filosofia" e il migliore dei mondi possibile

Dal Simposio agli "spaghetti e Levi Civita" di Einstein all'"Eros gastronomico. Elogio dell'identitaria cucina tradizionale, contro l'anonima cucina creativa" di Tullio Gregory alla filosofia della cucina e del cibo di Sergio Givone ne "Il boccagentile. Ricette della vita buona" qui si fa una modesta proposta: il lancio di un ... "Lunch Cappelletti e lambrusco e filosofia" un desk che veda confrontarsi filosofi, fisici, letterati tra una pietanza e l'altra:
per un sereno conversare.

#MOI #filosofia #vita #esistenza e #resistenza perché non possiamo rassegnarci e pensare che questo è il migliore dei mondi possibile

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