lunedì 13 settembre 2021

Da "Freaks out' di Mainetti ad un cinema oltre i citazionismi nell'era ibrida e "human tech"

 

"Freaks out' di Mainetti alla Mostra del Cinema di Venezia tra immaginazione e citazioni

Quentin Tarantino e il suo Pulp Fiction non smette di intrigare il cinema, a guardare "Freaks out' di Gabriele Mainetti alla Mostra del Cinema di Venezia. Alcune testate notano che  Mainetti strizza l'occhiolino  all' "Elephant Man" di David Lynch e al  Rossellini di "Roma Città  Aperta"; le continue evocazioni dei maestri rischiano di far nascere imitatori, non capolavori e far torto alle pellicole.



Giochiamo, comunque, alle "citazioni": il "circo" della pellicola è stato il liquido amniotico del Cinema di  Fellini, il sovrabbondante trucco pilifero fa pensare a Ferreri, i mostri richiamano, nominalmente, Tognazzi e Gassman.



Con Mainetti siamo di fronte a  racconti assimilabili al format.

Forzature o meno, il gioco è gioco e giochiamo anche con l'altra fatica di Mainetti per dire "lo chiamavano cinema" Con Mainetti, e tanti altri, siamo di fronte a  racconti assimilabili all'esercizio, al format. Mainetti e compagnia bella sono quentiniani, post quentiniani o (per usare un'assonanza) antiquati? Anche Quentin, in fondo, nasceva  epigono del postmoderno che ha investito letteratura, architettura e filosofia del '900 codificato da Lyotard ne "La Condizione postmoderna rapporto sul sapere" alla fine degli anni '70.

Non possiamo non essere postmoderni: ideologie, fedi e certezze hanno perso vitalità sostituiti da scetticismo e disincanti. Qui si è aperto il varco al citazionismo, al pastiche. La crisi delle grandi narrazioni ha lasciato libero campo, ad ogni forma di interpretazioni in un'ingegnerizzazione dello storytelling. Il cinema è stato l'espressione più congeniale e completa di questa temperie; restano, ancora, i cascami del post moderno incapaci di interpretare i nostri tempi non più post moderni.

Siamo nell'era hybrid che con un nostro neologismo - al momento non sappiamo se sia stato già utilizzato-si può definire "human-tech" dove l'on-line è sempre più intrecciato con l'off-line e i due piani in conflitto tra loro: il cinema non ancora trova nuovi moduli per narrare queste dimensioni di vita, non sa preconizzare il futuro come con Tempi Moderni: ci manca un Chaplin per rigenerare la settima arte. https://www.treccani.it/vocabolario/onlife_%28Neologismi%29/

Meno Freaks per essere Out dal loop di blob

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