sabato 10 luglio 2021

Emanuele Coccia: Filosofia della casa. Lo spazio domestico e la felicità

EMANUELE COCCIA Filosofia della casa. Lo spazio domestico e la felicità




Indice dei contenuti

  • La casa come “una forma di cucina dello spazio”
  • La singolarità della vita domestica
  • La radura
  • La rivoluzione tecnologica e gli spazi di vita
  • La solitudine dell'agorà
  • L'info-sfera e il privato
  • Le forme di vita nei territori
  • Le modalità  dell'abitare nella storia
  • La reinvezione degli spazi
  • Il focolare senza felicità nè "gemellanza"
  • La buona cucina




  • La casa come “una forma di cucina dello spazio”

Emanuele Coccia in "Filosofia della casa. Lo spazio domestico e la felicità"
https://www.amazon.it/Filosofia-della-spazio-domestico-felicit%C3%A0/dp/8806248642/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=coccia+emanuele+libri&qid=1625938735&sr=8-1 parla dell' atto del cucinare ovvero di partire da singoli elementi, diversi tra loro,  che vengono trasformati in un alimento che è altro dalle "basi" di partenza - non a caso l' approntare il cibo è stato assimilato ad un procedimento algoritmico - ma è  proprio "la casa una forma di cucina dello spazio".


  • La singolarità della vita domestica

La casa non è solo luogo fisico, è un bozzolo che accoglie la nostra intimità "è una forma di cucina dello spazio" dove ognuno dà vita a relazioni uniche e singolari e intreccia il proprio destino con quello altrui.

  • La radura

Gli spazi della casa rappresentano l'apertura da parte di ognuno verso l'altro: una radura circoscritta e densa di relazioni intime. Il privato viene a circoscrivere, contenere, delimitare la dimensione della vita pubblica che viene relegata non  a un ruolo di secondo piano.

  • La rivoluzione tecnologica e gli spazi di vita

Emanuele Coccia in "Filosofia della casa. Lo spazio domestico e la felicità tra spazi di vita" ci porta a riflettere sui luoghi privati e pubblici dell'abitare anche in conseguenza delle trasformazioni del vivere  indotte dalla rivoluzione tecnologica vale a dire dell'innesto della dimensione virtuale.

  • La solitudine dell'agorà 

Gli spazi urbani paiono non più centrali ma marginali, la stessa organizzazione del lavoro dei luoghi di produzione, con lo smartworking, conosce una metamorfosi che sembra non più ricomponibile.

  • L'info-sfera e il privato

Non si può più parlare di spazio domestico come luogo di felicità  private senza definire confini e rapporti con l 'info-sfera che ingloba in sé, condiziona la dimensione privata del vivere.

  •  Le forme di vita nei territori

Le favelas, periferie degradate e le magioni patrizie, borghi e territori ben preservati non sono certo assimilabili tra loro.

  • Le modalità  dell'abitare nella storia

Di conseguenza siamo tenuti a interrogarci su cosa siano stati, nella storia ed ora, gli spazi fisici e culturali della polis e della dimensione privata dell'abitare cui abbiamo dato vita nel corso dei secoli

  • La reinvezione degli spazi

Il sottotitolo del libro non corrisponde ad alcune realtà di vita, presenti in larga parte del pianeta, ove non abitano né bellezza né felicità.

Il lockdown ha allargato le distanza tra coloro che potevano o non potevano usufruire di buone dotazioni tecnologiche: anche qui niente gioia o dimensione comunitaria soddisfacente ma solo conferme della differenze presenti nello spazio sociale.

  • Il focolare senza felicità  nè  "gemellanza"

La buona vivenza nello spazio privato implica un cambiamento anche nella sfera pubblica: la felicità circoscritta al proprio focolare non dà "gemellanza" come da neologismo di Emanuele Coccia in Filosofia della casa.

  • La buona cucina

Lo spazio domestico e la felicità devono attraversare questo varco: una reale rigenerazione di forme di vita.

Qui servono buoni ingredienti, nuove pietanze e bravi cuochi e la cuoca di Lenin non c'entra.

per approfondire:
https://frame-frames.blogspot.com/search/label/FILOSOFIA
https://giacintoplescia.blogspot.com/


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